Armero, ennesima bravata: arrestato per violenze

Armero arrestato

Pablo Armero, professione calciatore. Esterno mancino, per la precisione: fra i migliori del campionato italiano di calcio di Serie A dei primi anni 2010, quando l’Udinese, dopo averlo prelevato dalla brasiliana Palmeiras, lo fece esordire nel competitivo calcio nostrano, consegnandogli la fascia sinistra del campo.

Tempi felici per Armero e per l’Udinese (che allora lottava per l’Europa, mentre adesso per la salvezza), tanto da riuscire a guadagnarsi, oltre alla stima dei tifosi ed all’attenzione dei grandi club italiani (su tutti il Milan, che un paio d’anni fa ha anche provato a investire su di lui, ma senza successo), anche il soprannome di “freccia nera”. Una freccia che, però, adesso non corre più: già troppe le bravate che gravano sulle sue spalle, l’ultima delle quali potrebbe farlo scivolare definitivamente via dal calcio che conta.

L’esterno mancino ancora di proprietà dell’Udinese, infatti, è stato arrestato presso il prestigioso Hotel Metropolitan di Miami, dove alloggiava insieme alla moglie. La quale, stando ai fatti che sono stati riportati stamane, visto il compagno tornato visibilmente ubriaco, avrebbe rifiutato le sue avance. Subendo, pertanto, una presunta violenza domestica: il giocatore pare infatti le abbia strappato la collana dal collo, dopodiché le ha rasato una parte di capelli. E così, gli agenti della polizia, giunti alla stanza dell’albergo su sollecito dei vicini (che hanno sentito delle grida preoccupanti), avrebbero trovato la donna in lacrime, mettendo Armero agli arresti.

Purtroppo, come dicevamo, non è la prima volta che il giocatore colombiano si presta a certi atteggiamenti. Già ai primi tempi con la maglia friulana, infatti, subì una denuncia dopo aver resistito alle forze dell’ordine (rifiutandosi di sottoporsi al test dell’alcol), mentre la sua compagna di allora tentò persino di corrompere i carabinieri. Un ulteriore fatto che attesta la recidività di Armero è molto più recente e datato allo scorso anno, quando venne bastonato dalla moglie che lo sorprese insieme a due prostitute.

Adesso il classe ’86 ci è ricascato. Ennesima bravata di un calciatore il cui talento lasciava promettere una carriera ben più prestigiosa ed incisiva di quella che è stata alla fine. Un vero e proprio peccato.

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