Diritti tv, allo studio un decreto per ripartire equamente le risorse: minori entrate per Juve, Milan e Inter

Novità sui diritti tv, annunciata dal ministro dello Sport, Luca Lotti, per ridurre il gap che separa le big dalle squadre provinciali.

La spartizione dei diritti tv di serie A potrebbe essere ormai ad un punto di svolta. Mai come negli ultimi anni, il campionato è stato diviso in due tronconi. Da una parte l’elite del calcio nostrano che si impone a suon di gol contro le squadre ‘provinciali’, dall’altra le piccole realtà, incapaci di opporre la minima resistenza alle più blasonate avversarie.
Una delle cause è legata all’iniqua spartizione dei diritti televisivi, oltre che alla formula del campionato a 20 squadre.
Per questo motivo, il Governo ha deciso di riscrivere i parametri per la distribuzione dei proventi all’interno della nuova Legge di Bilancio.

Luca Lotti, il Ministro dello Sport, ha annunciato che verrà aumentata dal 40% al 50% la parte della “torta” che andrà divisa in parti uguali tra le 20 squadre, ricalcando quello succede già nei principali tornei esteri.
Verrà anche cancellato il 5% destinato alle squadre con il maggior numero di residenti nel proprio territorio. La somma derivante dai risultati sportivi passerà dal 15% al 30%, mantenendo la suddivisione del 10% proporzionato ai risultati degli ultimi cinque campionati e il 5% a quelli storici dal 1946/1947 in poi.Va detto che si tratta solo di un decreto attuativo che andrà ridiscusso in Senato. Ovviamente questa riforma non piace alle grandi che già promettono battaglia. Con questa nuova suddivisione la Juventus perderà 40 milioni, 16 li perderà il Milan, 15 l’Inter, 8 la Roma e 7 il Napoli.

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