DisastRoma, il Porto fa festa all’Olimpico

Roma Porto

Nel calcio si può perdere in tanti modi diversi, ma il suicidio, se possibile, è il peggiore di tutti. Perché quello che è andato in scena pochi minuti fa, allo Stadio Olimpico, altro non è stato che un suicidio sportivo. Un harakiri, se vogliamo: la Roma, che pure partiva con i favori del pronostico contro una squadra come il Porto che, pur se superiore come tradizione, aveva dalla sua un organico sulla carta non al livello dei capitolini, è stata a dir poco umiliata.

In una serata in cui tutto quel che poteva andar storto è andato storto, sono stati proprio i veterani a tradire. A cominciare dal tecnico Luciano Spalletti, che, forse nel tentativo di spiazzare l’avversario, a sorpresa rimischia le carte schierando in partenza il capitano Daniele De Rossi in difesa, con Paredes, acciaccato, titolare a centrocampo insieme a Nainggolan e Strootman. Mosse che si riveleranno poi letali, nell’inerzia della gara.

Alla Roma andrebbe bene anche uno 0-0, ma a sorpresa il Porto passa dopo appena 8 minuti di gioco: azione d’angolo, Felipe viene lasciato indisturbato in mezzo all’area di rigore e di testa trafigge un incolpevole Szczesny. Giallorossi costretti a inseguire, ma privi dello smalto e della lucidità necessaria: in questo senso, a centrocampo è palese l’inferiorità dei capitolini, visti gli acciacchi di Paredes (uscito poi al minuto 42) e la lunga inattività di Strootman.

Al 40°, l’episodio che cambia inesorabilmente la partita: entrataccia a gamba tesa di De Rossi su un avversario, che vale al capitano giallorosso un’espulsione inevitabile. Davvero un brutto gesto quello di De Rossi, a dir poco incomprensibile vista l’importanza della partita e considerata la sua ormai conclamata esperienza a livello internazionale.

Nella ripresa, il tracollo: Emerson, entrato negli ultimi istanti del primo tempo, si fa espellere dopo appena 5 minuti dall’inizio della ripresa. La Roma rimane in 9 uomini, e la partita, di fatto, per il Porto, diventa poco più che una semplice passeggiata. Tra il 73° ed il 75° minuto, arrivano infatti le marcature di Layun e di Corona, che di fatto chiudono i conti su un clamoroso 0-3.

Prosegue così, dunque, per il calcio italiano, l’infausta tradizione dei preliminari di Champions League. Delusione incredibile da parte della Roma, che adesso dovrà rivedere da cima a fonda tutta l’inerzia della stagione che verrà.

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