È un’ Inter a parametro zero: dopo Godin, arriva Robben?

Arjen Robben

La sessione invernale di calciomercato è cominciata in maniera ufficiale solamente da pochi giorni, consentendo dunque a numerosi club di intervenire per migliorare le proprie rose qui e là. Tuttavia, inevitabilmente, le attenzioni dei più sono catalizzate soprattutto sulla finestra che invece si aprirà in estate. E, d’altro canto, molte squadre preferiscono pianificare le proprie strategie migliori in vista di quella che sarà la prossima annata, magari puntando ai numerosi parametri zero che si libereranno dalle società di appartenenza. Effettivamente, mai come in questa stagione, con ogni probabilità, ci saranno giocatori di grande qualità i cui contratti scadranno ufficialmente nel mese di giugno. E l’ Inter, evidentemente forte anche dell’innesto di un dirigente capace come Beppe Marotta, sta sondando soprattutto queste strade: lo dimostra l’affare Diego Godin, che parrebbe essere già chiuso. E lo dimostra il forte interessamento anche ad un campione come Arjen Robben.

Arjen RobbenIn forza al Bayern Monaco da dieci anni, Robben, in Germania, si è presto consacrato come uno dei giocatori più forti del pianeta. Impiegato soprattutto nel ruolo di esterno, l’olandese ha vinto praticamente tutto nella propria illustre carriera, inclusa una Champions League, nel 2013, allorché proprio Robben siglò il gol decisivo. Considerata l’età avanzata, tuttavia, inclusa ai tanti infortuni accusati nelle precedenti stagioni, il club tedesco avrebbe deciso di non rinnovare più il contratto, che quindi andrà in scadenza proprio in estate.

Proprio questo aspetto, tuttavia, rappresenterebbe l’incarnazione delle maggiori perplessità dell’ Inter circa tale operazione: ha senso puntare su un giocatore come Robben, che, pur dall’alto di qualità indiscutibili, nei prossimi giorni compirà 35 anni? E che, soprattutto, anche negli anni di maggiore vigore agonistico, ha spesso dovuto affrontare molti acciacchi di natura fisica? Anche la questione di natura economica non sarebbe da sottovalutare: l’olandese, infatti, richiederebbe un grosso sforzo in termini contrattuali, e presumibilmente questo potrebbe comportare alcuni sacrifici.

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