Il lungo addio di Francesco Totti alla Roma

Totti Roma

Anche questa stagione di Serie A è ormai andata in porto, con l’ultimissima giornata che si è conclusa giusto pochi minuti fa. I verdetti conclusivi di questo campionato, rivelatosi a dir poco pirotecnico, sono stati scritti con questo trentottesimo turno, e alcuni risultati hanno avuto veramente del clamoroso. In particolare, ha fatto specie l’incredibile salvezza ottenuta dal Crotone ai danni dell’Empoli, cosa assolutamente impensabile al termine del girone di andata. E se, in generale, anche questo Scudetto si è tinto di bianconero, venendo conquistato nuovamente dalla Juventus, questa ultima giornata è stata invece all’insegna di un uomo soltanto: il leggendario Francesco Totti, eterna bandiera della Roma che ha lasciato il club giallorosso dopo ben 25 anni di carriera.

Un addio ormai annunciato, quello di Totti alla Roma, e però non per questo meno sentito dai tifosi. Anzi, in tantissimi si sono recati allo Stadio Olimpico, nel pomeriggio, proprio per abbracciare per un’ultima volta il capitano di tante battaglie, che alla soglia dei 41 anni ha lasciato il campo in lacrime, visibilmente emozionato.

I numeri, che pure sono incredibili, da soli non bastano a spiegare quello che è stato uno dei fuoriclasse più amati e più grandi che il calcio italiano abbia saputo esprimere nell’era moderna. Nel corso della sua lunghissima carriera, durata praticamente un quarto di secolo, Francesco Totti ha giocato solamente nella Roma, con la quale, in tutte le competizioni, ha messo a segno la bellezza di 786 presenze, condite da addirittura 307 gol.

Campione del mondo con la Nazionale Italiana nel 2006, Totti ha vestito la casacca azzurra in 58 occasioni, mettendo a segno 9 marcature: l’ultima delle quali, la più importante di tutte, fu il rigore che permise agli Azzurri di sconfiggere l’Australia agli ottavi di finale del torneo iridato tenutosi in Germania.

Ma fu un altro il rigore che lo rese celebre al mondo: il famoso cucchiaio calciato contro l’Olanda a Euro 2000, un gesto tecnico che nel tempo è divenuto il marchio di fabbrica di Totti.

Una bandiera che si ammaina per sempre dunque, una delle ultime rimaste nel nostro calcio italiano. Un campione unico, al di là dei colori e della fede calcistica.

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