Milan, la conferenza stampa di Gattuso: ‘Non farò calcoli e non farò riposare nessuno…’

Ecco uno stralcio della conferenza stampa di Gattuso alla vigilia della sfida contro la Spal.

Rino Gattuso tiene ancorati i piedi per terra anche dopo i lusinghieri risultati delle ultime partite. Nella conferenza stampa, alla vigilia di Spal-Milan, il tecnico rossonero fa una analisi lucida del momento del Milan: ‘Non dobbiamo guardare gli altri, ma solo pensare a vincere partita dopo partita. Avremo nove partite in un mese. Abbiamo visto che la squadra è importante che riposi, grazie agli strumenti a cui ci appoggiamo. Ho visto bene la squadra, più brillanti e meno stanchi. Sono molto soddisfatto degli ultimi 3 allenamenti, ma dobbiamo confermarlo domani’.
La svolta tattica del Milan di Gattuso sta proprio nella catena di sinistra dove Bonaventura e Calhanoglu sono ormai diventati titolari fissi: ‘Prima dicevate che non funzionava… Bonaventura e Calhanoglu cominciano stanno giocando con più continuità e iniziano a intendersi bene. Stanno trovando i giusti equilibri nei movimenti e nelle coperture. Rodriguez può fare molto di più. Ce l’ha nelle gambe e nella testa’.
Sulle prospettive di questo Milan, Gattuso preferisce non porsi limiti: ‘Da quando ho preso in mano questa squadra io penso partita per partita. Non faccio calcoli e non faccio riposare nessuno. Metto in campo sempre i migliori. Sono contento per come vedo i ragazzi. Per come tengono il campo, per la voglia che ci mettono. Le sei espulsioni? Per me è anche una coincidenza, perché questa squadra non è né cattiva, né fallosa. Due espulsioni sono arrivate con la VAR, le altre con doppie ammonizione. Dobbiamo migliorare nell’esperienza’.
Sul suo futuro al Milan preferisce non sbilanciare: “Spero di riuscire a continuare quello che ho cominciato. Il bello del calcio è che perdi due partite e torni ad essere quello che non capisce nulla e che sbaglia tutto. Non devo togliermi alcuna rivincita. Da calciatore ne ho sentite di tutti i colori su di me. Dicevano che non meritavo di giocare nel Milan, che avevo due ferri da stiro al posto dei piedi. Ma tutto questo mi ha sempre dato più forza. Da allenatore ho iniziato perché mi piace restare aggiornato, studiare e provare le soluzioni sul campo. C’è gente che allena da 20 anni e non ha mai vinto un campionato. Io ho vinto un campionato dalla C alla B con 1,5 milioni di budget contro squadre che ne avevano 6 di milioni. Tutti pensano che io sia solo cuore e grinta, ma non è così’.

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