Montella è il nuovo allenatore del Milan

Montella

La notizia era nell’aria già da qualche ora, ma adesso, finalmente, assume anche i contorni dell’ufficialità: Vincenzo Montella è infatti il nuovo allenatore del Milan.

Il club rossonero, come ben sappiamo, è reduce da una stagione molto travagliata. Bacca e compagni, infatti, hanno fallito tutti gli obiettivi possibili, tanto in campionato quanto in Coppa Italia, perdendo ogni treno utile per una qualificazione ad una competizione europea.

Cosa, questa, che non ha potuto far altro che scontentare i tifosi, e che ha fatto cadere diverse teste all’interno dello spogliatoio dei diavoli rossoneri: la prima è stata quella di Sinisa Mihajlovic, allenatore che inizialmente era stato prescelto per riportare in auge la causa del Milan. La seconda è stata quella del suo sostituto, Christian Brocchi, che è riuscito addirittura a far peggio del collega in quanto a prestazioni e risultati (non) ottenuti.

Adesso, invece, è l’ora di Vincenzo Montella: il nuovo allenatore rossonero, classe ’74, nonostante la giovane età è già riuscito ad ottenere alcuni buoni risultati nella sua carriera di tecnico. Nel corso dell’ultima stagione è riuscito a strappare una risicata salvezza sulla panchina della Sampdoria, ma qualche tempo prima ha contribuito a rilanciare le ambizioni europee di un’ottima Fiorentina: nel periodo alla Viola, infatti, Montella è riuscito a centrare per ben tre volte la quarta posizione, sicuramente pregevole in un campionato sempre più dominato da una famelica Juventus.

Da segnalare anche la discreta stagione passata in Sicilia, sponda Catania, oltre all’esordio alla Roma, la squadra della sua vita. Da giocatore, infatti, Montella ha speso una vita calcistica presso i capitolini, totalizzando 252 presenze condite da ben 103 marcature.

Adesso, insomma, giunge per lui una nuova avventura, forse la più importante di tutte. Riuscirà l’allenatore campano a far risorgere il Milan dalle proprie ceneri, e a riportarlo nelle posizioni di vertice del calcio italiano? Ai posteri l’ardua sentenza.

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