Parla il grande ex, Moreno Torricelli: ‘Bella squadra la mia Fiorentina, mancava la mentalità vincente..’

Torricelli racconta i suoi inizi di carriera e l’esperienza con le maglie di Juventus e Fiorentina alla vigilia del big match.

Moreno Torricelli è uno dei grandi ex che guarderà con interesse a Fiorentina-Juventus, il big match del Franchi in programma stasera alle ore 20:45. In una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, Torricelli ha raccontato la sua esperienza con entrambe le maglie.

‘La Juventus si accorse di me nel corso di un’amichevole Caratese- Verona. Io ero nella Caratese. Lì c’era Landri, d.s. vicino alla Juve che collaborava con Furino al settore giovanile. Si capisce che gli feci una buona impressione perché mi portò alla Juve a fare delle amichevoli di fine stagione con Pro Vercelli, Vicenza e Ancona. Volevo diventare professionista, qualche squadra di C mi voleva: avevo già centrato l’obiettivo. Non avrei mai pensato che mi richiamasse la Juve. Invece all’inizio della nuova stagione Trapattoni disse: “Se non mi prendete Vierchowod provo questo ragazzo”. Andai in ritiro e poi in tournée in Giappone. Al ritorno firmai il contratto in bianco, sul cofano di un’auto a Villar Perosa. Figuratevi se pensavo ai soldi’.

Trapattoni fu l’uomo che per primo ha creduto in lui: ‘Ha avuto il coraggio di lanciare un dilettante. E all’inizio la sua umanità è stata fondamentale. Aveva l’età di mio padre, era brianzolo, mi son trovato subito a mio agio. Mi parlava in dialetto, mi chiamava legnamè, falegname in dialetto. Quando finiva l’allenamento mi teneva a migliorare il sinistro perché avevo una zappa al posto del piede. Ma lo faceva anche con altri, con Conte per esempio’.

Secondo Torricelli saranno i bianconeri ad imporsi al Franchi stasera: ‘C’è troppa differenza di forze. Dopo Napoli, è diventata un rullo compressore. E il Napoli affronta la Lazio, potrebbe essere una giornata importante. Lo scudetto sarà una bella corsa, penso che alla fine la spunterà la Juve perché è più completa. Tornando alla Viola, ha iniziato un progetto con buoni giovani. Ora è incostante, ma può solo crescere. Anche a Firenze mi hanno voluto bene. Eravamo una bella squadra, forte ma senza mentalità vincente. Poi purtroppo è finita col fallimento’.

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