Serie A, tanti i rischi per una ripresa delle attività

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Ormai lo scontro all’interno della Lega della Serie A è totale. Da una parte chi vorrebbe far ripartire il campionato a tutti i costi, come il presidente della Lazio Claudio Lotito. Dall’altra, la fazione mossa da chi, invece, auspica in uno stop definitivo. In mezzo, una piccola schiera di neutrali che monitora la situazione prima di sbilanciarsi. E ad oggi la linea che sembra prevalere è quella della chiusura. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha sostanzialmente confermato che la Fase 2 non consisterà in un ritorno alla normalità, con i club di Serie A che potranno riprendere gli allenamenti di gruppo solamente a partire dal prossimo 18 maggio (nella speranza che la curva dei contagi scenda ancora).

Serie AMa per tornare al calcio giocato vero e proprio, ovviamente a porte chiuse, la questione è ancora più complicata. Il rischio molto concreto, come peraltro affermato anche dal Comitato Tecnico-Scientifico che si sta occupando dell’emergenza coronavirus in Italia, è che al primo nuovo positivo in Serie A si riblocchi nuovamente tutto quanto. E, a quel punto, sarebbe la definitiva pietra tombale sull’attuale stagione calcistica: pensare di riprendere più avanti sarebbe praticamente impossibile. Da qui l’ipotesi, sempre più completa, di alzare la bandiera bianca: in questo caso lo Scudetto non verrebbe assegnato, e la prossima stagione verrebbe disputata a 22 squadre (con le due promozioni della cadetteria).